Ad Alliste, come negli altri centri del mediterraneo, la natura, le tradizioni, i costumi, la cultura si fondono insieme per offrire lo spettacolo della spontaneità tanto al turista di passaggio quanto al villeggiane affezionato. Respirare l’aria del Salento, immergersi nel suo mare trasparente e visitare i luoghi e i monumenti che hanno fatto il fulcro della cultura mediterranea genera la sensazione di trovarsi a stretto contatto con quanto di meglio il turismo può offrire.
TRADIZIONI
Non è difficile, percorrendo le strade e le vie dell’entroterra salentino, imbattersi in piccole costruzioni realizzate con l’incastro a secco di pietre calcaree. Si tratta dei Caseddhi, o furneddhi. Essi sono costruzioni che fin dai tempi antichi i salentini edificavano con certosina pazienza, incastrando al meglio pietre calcaree di grandezza irregolare. Infatti, data la loro estrema durezza, non possono essere modellate facilmente, è più semplice far trovare loro la giusta ubicazione in un gigantesco e perfetto “puzzle”. In genere i caseddhi non sono intonacati e presentano la sola apertura della porta. Venivano usati fino alla prima metà di questo secolo come dimora estiva o rifugio agricolo-pastorale.
Nel Salento è impossibile parlare di tradizioni senza citare quelle gastronomiche, particolarmente apprezzate nella nostra terra. Si pensi alla pasta fatta in casa, con le migliori farine di grano, che conserva anche dopo la cottura l’inconfondibile aroma casereccio. Di notevole spessore è anche il condimento, preparato con i succosi pomodori salentini e utilizzando un formaggio pecorino che si prepara in estate, il cacioricotta.
Caratteristica prettamente leccese è la frisa, una pagnotta tagliata longitudinalmente in fase di preparazione e tostata al forno. Ne risulta una bruschetta particolarmente dura, che è molto gustosa una volta inzuppata d’acqua e condita con pomodoro fresco e origano. Si consiglia di utilizzare il magnifico olio extra-vergine di oliva che i nostri ulivi producono indefessamente da secoli. Il culmine si raggiunge accostando a questi sapori decisi quello inconfondibile del vino rosso delle nostre viti, dal sapore insieme forte e delicato, orgoglio dei coltivatori salentini.
Per quanto riguarda le tradizioni folkloristiche, un aspetto di primo piano ricopre la pizzica, il ballo tradizionale salentino che si rifà ad un’antica tradizione popolare. Si diceva che le persone morse dalla tarantola cominciassero a muoversi in una danza convulsa, seguendo il frenetico ritmo dei tamburelli, essendo possedute da spiriti maligni che sarebbero usciti solo se la danza si fosse protratta a sufficienza. Dopo un lungo periodo di oblio, tutto il bagaglio di informazioni su la pizzica, le musiche, le canzoni popolari e le canzoni d’amore sono state riscoperte da alcuni giovani, innamorati della propria terra, che scavando, con molta cura, nelle proprie origini, hanno recuperato documenti di valore culturale inestimabile, riuscendo così a riportare alla vita la nostra tradizione che stava per svanire. |